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CONTATTO LINGUISTICO NEL SÜDTIROLERISCH
Silvia Dal Negro
Alessandro Vietti

Lo scopo di questo progetto esplorativo consiste nell’individuare i fattori linguistici e sociolinguistici che favoriscono o, viceversa, limitano i processi di adozione dalla principale lingua a contatto, l’italiano, ma anche dall’inglese e da dialetti italiani settentrionali in alcuni contesti particolari della Bassa Atesina.

Nell’ambito di questo progetto vengono raccolti testi sudtirolesi di parlato trasmesso (trasmissioni radiofoniche e televisive), parlato spontaneo (conversazioni spontanee), parlato elicitato (in particolare con la tecnica del Map Task) e testi scritti, comunque vicini al parlato: forum, chat, blog. Tutto il materiale viene trascritto e sistematizzato secondo criteri di uniformità che ne favoriranno l’analisi. In un secondo momento si procederà all’individuazione degli elementi allogeni al Südtirolerisch e alla loro classificazione in base a criteri linguistici, testuali e sociolinguistici.
 
Dopo un primo livello descrittivo atto alla ricognizione dei fenomeni pertinenti e alla loro quantificazione, l’obiettivo che ci poniamo è quello  di verificare alcune note teorie del contatto. In particolare ci interessa verificare il ruolo della frequenza d’uso nell’accettazione e integrazione dei prestiti, il grado di adattamento fonetico, le categorie grammaticali veicolate nelle lingue a contatto, la variazione intra- e interindividuale. 

Si osservino alcuni casi tipici: 

l’inserimento nel Südtirolerisch di interi sintagmi:

    wollt lai frogn ob in giro bisch
 

l’inserimento di singoli nomi:    

    und man magari a birra trinkn gian kannt
 

l’inserimento di segnali discorsivi:   
    ma woasch du wos es hoast an roatwain af an waisn

    pelz za hobm?

l’inserimento di focalizzatori:  

    und man magari a birra trinkn gian kannt    

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