Beirat für Chancengleichheit
Name: Andrea Obruca
Studentenvertreter für welches Gremium: Beirat für Chancengleichheit
Studiengang: E&M
In welchem Jahr studieren Sie: 3. Studienjahr
Wieso haben Sie kandidiert?
Ich finde es nicht gut, wenn die Leute immer nur jammern, aber nichts bewegen wollen. Außerdem führe ich selber nicht das Leben eines „typischen“ Studenten und bin der Meinung, aus diesem Grund die eventuellen Anliegen, die ein Student an den Beirat für Chancengleichheit haben könnte, gut nachvollziehen und mich für die Anliegen tatkräftig einsetzen zu können.
Wie sehen Sie die Universität heute?
Die Universität Bozen sehe ich als optimale Möglichkeit für mich, meinen beruflichen Zielen näher zu kommen, obwohl Chancengleichheit für jedermann/frau noch nicht wirklich gegeben ist.
Was sind die wichtigsten Ziele, die Sie umsetzen möchten?
Ich möchte mich dafür einsetzen, dass im Kidspace Lilliput die Möglichkeit von Kinderbetreuung geschaffen wird, da es meiner Meinung nach wichtig ist, während der Vorlesung eine Betreuung zu haben, und nicht nur in den Pausen. Für arbeitende Studenten wäre es sinnvoller, wenn sehr schwierige Kurse in beiden Semestern angeboten würden, da sich häufig Arbeitszeit und Vorlesung überschneiden.
Nome: Daniel Russo
Rappresentante degli studenti in quale contesto: Comitato Pari Opportunità
Corso di laurea: Economia e Scienze Sociali (PPE)
A quale anno di studio è iscritto: 2°
Per quale motivo si è candidato?
Personalmente sono sempre stato molto attivo nel sociale, rappresentando gli studenti presso il mio Liceo e nel Volontariato. Dall’età di 14 anni faccio parte della Croce Rossa Italiana, occupandomi anche di settori molto diversi fra di loro, dalla Protezione Civile alla gestione amministrativa, dal soccorso sanitario alla cooperazione internazionale, ma sempre con un unico scopo: dare un contributo propositivo alla società. Ho quindi deciso di mettere a disposizione degli studenti la mia esperienza e le mie competenze per un accrescimento reciproco.
Come vede l’Università al momento attuale?
La LUB ha un profilo estremamente accattivante. Ha ottime strutture e servizi, docenti di tutto rispetto e una forte propensione internazionale. In questa chiave il trilinguismo deve essere innanzitutto un’opportunità. L’Università del futuro sarà probabilmente caratterizzata da due parole d’ordine: autonomia e concorrenza, ovvero libertà sufficiente per adottare le forme organizzative ritenute più efficienti e innovative nell’ottica di una competizione costruttiva. In questo scenario diversificato l’offerta formativa della LUB rappresenta un unicum al mondo. Ci sono sicuramente dei problemi che vanno affrontati e risolti nel minor tempo possibile per rendere sempre più effettiva l’internazionalizzazione della LUB, unica vera strategia che potrà portare il nostro Ateneo a competere con le tradizionali Università leader europee e mondiali
Quali sono gli obiettivi principali che intende perseguire?
Un’ Università internazionale si arricchisce fisiologicamente dalla diversità culturale, etnica, filosofica, ecc… proprio per questo mi impegnerò per far approvare un “diversity statement”, ovvero una dichiarazione dell’Università di accogliere, rispettare persone con tradizioni e origini diverse dalle nostre per un arricchimento reciproco. Come ho sostenuto in campagna elettorale, intendo affrontare tematiche più concrete, come l’introduzione di un menù vegetariano, per proseguire con altre più strutturali, come un cambiamento di governace all’interno del Comitato a favore degli studenti -al momento- sottorappresentati. Mi impegno infine a promuovere una maggior visibilità dell’operato del CPO e ad ascoltare i problemi degli studenti nelle mie ‘office hours’ settimanali.